Riduzione della vulnerabilità nelle fasce fluviali – CanoaPO 
 

CanoaPO - sviluppo delle attività

Gli indirizzi del PAI

Il Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di bacino del fiume Po affronta il tema della mitigazione del rischio idrogeologico mediante:
- interventi strutturali, come la realizzazione di opere di difesa da fenomeni di dissesto;
- regolamentazione sull’uso del suolo.

In particolare, il PAI contiene norme che limitano la presenza di edifici, impianti e attività nelle aree soggette ad esondazione (fasce fluviali).
Nelle aree a maggiore pericolosità la soluzione ottimale è delocalizzare edifici ed attività fuori dalle fasce, ma per ragioni tecniche, sociali e soprattutto economiche ciò non è sempre possibile.
L’Autorità di bacino ha quindi emanato apposite direttive tecniche finalizzate a ridurre la vulnerabilità di opere pubbliche non altrimenti localizzabili, come i ponti, gli impianti di depurazione o gli impianti portuali.


Nasce CanoaPO

Per gli impianti dedicati agli sport d’acqua la convivenza con il fiume è una delle condizioni essenziali; anche in questo caso la delocalizzazione penalizzerebbe lo svolgimento delle stesse attività sportive; appare quindi più opportuno ricercare soluzioni utili per ridurre le condizioni di rischio a cui questi impianti sono esposti.
A seguito degli eventi alluvionali del 1994 e del 2000, le associazioni delle canottieri presenti lungo il fiume Po hanno deciso di affrontare in modo strategico il tema della riduzione della vulnerabilità, ricercando nel contempo la collaborazione con le istituzioni che operano nel settore della difesa del suolo.

In questo contesto prende avvio e si sviluppa l’attività di  CanoaPo, che porta nel 2004 a sottoscrivere con l’Università degli Studi di Pavia e l’Associazione delle canottieri  un accordo propedeutico all’elaborazione di una direttiva per la riduzione della vulnerabilità degli impianti sportivi e turistico – ricreativi nelle fasce fluviali.


Aggiornamento: 02 marzo 2010


L’attività svolta

La prima fase di attività è stata dedicata a censire gli impianti esistenti e ad inquadrare gli aspetti principali legati al rischio.

Successivamente l’Autorità di bacino ha commissionato all’Università di Pavia lo studio di “Analisi tecnico-conoscitive e sperimentazioni tecnico-idrauliche riguardanti la vulnerabilita’ degli impianti sportivi e turistico-ricreativi”, che si è concluso nel febbraio 2009 (i risultati dello studio sono disponibili con il collegamento in fondo alla pagina).

L’Università ha sviluppato un'indagine sperimentale sugli effetti delle correnti di piena che interessino edifici in area esondabile, simulando le condizioni tipiche riscontrabili negli impianti presenti sul fiume Po.
Lo studio ha riguardato anche una comparazione tra le principali normative tecniche e le esperienze più significative estere nel settore della difesa dal rischio idraulico e nella stima dei danni da alluvione.

Attualmente è in corso di sperimentazione, in alcuni impianti sportivi presenti nella fascia fluviale del Po, la metodologia individuata nello studio, atta a fornire una stima quantitativa dei danni provocati in funzione dell’intensità dell’evento di piena.
L’applicazione dovrebbe orientare i tecnici nella scelta dell’investimento ottimale per ridurre la vulnerabilità degli impianti esistenti.

Analisi e sperimentazioni sulla vulnerabilità degli impianti sportivi e turistico-ricreativi nelle fasce fluviali