Presentazione
 

Costruzione del piano del bilancio idrico

Il Piano stralcio sul bilancio idrico costituirà, con il PAI e il PsE, già adottati o approvati da quest’Autorità di bacino, il completamento del Piano di bacino secondo i contenuti e gli obiettivi fissati dalla normativa nazionale con la legge n. 183/1989, che costituisce il primo tentativo in Italia di impostare una politica organica delle acque, in cui al concetto di razionale utilizzo della risorsa si affianca quello di tutela e risanamento ambientale, come si evince sin dalla definizione delle finalità della legge: "… assicurare la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, la tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi".

Nell’impostazione del Piano, avviato con Deliberazione di Comitato Istituzionale di questa Autorità in data n. 7 del 13/03/2002, si è tenuto conto delle disposizioni fissate dalla normativa nel 1999 (D.Lgs. n. 152/1999), che ha modificato sostanzialmente le modalità di redazione del Piano di bacino, prevedendo la predisposizione, in ogni regione, di un “Piano di Tutela delle Acque” a cui ha attribuito il valore di stralcio territoriale Piano di bacino; a fronte di ciò, nella Deliberazione citata è stato stabilito che i Piani di tutela, attualmente in via di approvazione in ciascuna Regione, costituiranno la base informativa e programmatica del Piano sulle risorse idriche a livello di bacino complessivo.


In tale ottica, il Piano ha, in particolare, lo scopo di:

  • individuare e definire gli obiettivi strategici di bacino rispetto ai quali devono essere impostati i Piani di tutela regionali;
  • definire i criteri di priorità degli interventi connessi alla realizzazione dei Piani di tutela;
  • definire le condizioni di equilibrio del bilancio idrico ed individuare le misure relative alle modalità d’uso della risorsa idrica a scala di bacino idrografico necessarie ad assicurare l’equilibrio fra le disponibilità di risorse reperibili o attivabili ed i fabbisogni per i diversi usi.

Parallelamente alla predisposizione del Piano di bacino, tuttavia, nell’ambito delle proprie competenze in materia di risorsa idrica l’Autorità di bacino del fiume Po si trova a dover affrontare situazioni particolari che necessitano di interventi di pianificazione urgenti: in tal senso, oltre agli studi, alle altre attività di carattere ordinario e a quelle non finalizzate a specifici prodotti di pianificazione, si sono realizzati appositi strumenti, sotto elencati:

  • Sperimentazione di una regola di gestione del Lago d’Idro
  • Norma sul Deflusso Minimo Vitale - DMV
  • Bilancio idrico e DMV in Valtellina (i cui prodotti sono parte integrante del Piano di Assetto Idrogeologico)
  • Gestione unitaria della crisi idrica estate 2003
  • Protocollo d’intesa 2005

e per i quali si rimanda agli elaborati specifici nelle sezioni di questa'area.