Specifiche per gli studi di sistemazione idraulica 
 

Studi di fattibilità della sistemazione idraulica sui corsi d'acqua prioritari del bacino del fiume

Con DPCM 24 MAGGIO 2001 è stato approvato il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) che definisce gli obiettivi generali e specifici da conseguire sul reticolo idrografico del bacino del fiume Po.

Il PAI attraverso le sue disposizioni persegue l’obiettivo di garantire al territorio del bacino del fiume Po un livello di sicurezza adeguato rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e idrogeologico, il recupero degli ambiti fluviali, la programmazione degli usi del suolo in funzione delle condizioni di rischio presenti.

Accanto alla componente normativa il PAI individua nel Programma triennale lo strumento programmatico attuativo mediante il quale programmare e finanziare i singoli interventi di difesa del suolo, che consentano, unitamente agli interventi non strutturali, il raggiungimento degli obiettivi del PAI stesso.

Le norme di attuazione del PAI prevedono, in particolare, che i singoli interventi di difesa da programmare e finanziare nel Programma triennale siano individuati all’interno di un progetto generale che interessi la porzione di corso d’acqua significativamente influenzabile dagli effetti delle opere stesse.

Tali linee di attuazione previste dalla Legge 183/89 sono peraltro coerenti con quanto dettato dalla legge 109/94 che prevede che l’attività di realizzazione dei lavori pubblici si svolga sulla base di programmi triennali che costituiscono momenti attuativi di studi di fattibilità e di identificazione e quantificazione dei fabbisogni delle diverse amministrazioni in conformità agli obiettivi assunti come prioritari.

Il risultato atteso è la definizione dettagliata dell’assetto di progetto del corso d’acqua, la predisposizione dei progetti di fattibilità degli interventi, strutturali e non strutturali, da realizzare e del piano generale di monitoraggio e manutenzione.

La consistenza delle proposte progettuali, ad oggi programmate e finanziate in materia di difesa del suolo, ha evidenziato la necessità di un diverso approccio per la traduzione delle linee di assetto e dei criteri di intervento del PAI nelle proposte di interventi strutturali sulle aste fluviali.

Le opere proposte, spesso esclusivamente in conseguenza ad eventi alluvionali, hanno spesso valenza locale e non è sempre possibile verificare se la somma dei loro effetti consenta di ottenere gli obiettivi prefissati a scala di bacino idrografico.

Da tale riflessione è emersa la necessità di definire le proposte progettuali degli interventi nel quadro più ampio dell’intera asta fluviale, all’interno di uno studio di fattibilità che consenta di raggiungere gli obiettivi fissati, valutando gli effetti e le priorità e i costi degli interventi sia sotto l’aspetto della sicurezza idraulica che sotto l’aspetto della qualità dell’ambiente fluviale.

Oltre alla scala di analisi, altra caratteristica fondamentale dello studio di fattibilità è l’approccio multidisciplinare ai fini della proposta e valutazione dei diversi scenari di intervento; devono essere infatti condotti specifici approfondimenti idrologici, idraulici, morfologici ed ambientali.

Lo studio di fattibilità deve inoltre definire le caratteristiche e avviare l’impianto dei sistemi di monitoraggio sulle diverse componenti ( idrologica, morfologica, trasporto solido, stato delle opere, fascia ripariale) che sono previsti dal PAI e che sono indispensabili all’aggiornamento della conoscenza e alla valutazione dell’efficacia degli interventi progressivamente realizzati.

Alla luce del quadro delle criticità presenti nel bacino sono stati identificati gli ambiti prioritari su cui attuare gli studi di fattibilità sulla base della gravosità delle situazioni, della complessità degli interventi da individuare nonché del fatto che nei programmi finanziari approvati siano stati destinati fondi per la realizzazione di opere strategiche che non possono essere avviate in carenza di una progettazione che affronti compiutamente l’insieme dei problemi.

I corsi d’acqua prioritari oggetto degli studi di fattibilità per i quali sono stati predisposti i Capitolati Tecnici sono:

  1. Oglio, Mella e Chiese
  2. Adda, Brembo e Serio
  3. Reticolo idrografico fra Lambro e Olona (Nord Milano)
  4. Toce
  5. Sesia, Elvo e Cervo
  6. Dora Baltea
  7. Dora Riparia
  8. Trebbia
  9. Secchia

I contenuti dello studio di fattibilità sono distinti in una prima parte che è rivolta alla formazione di nuova conoscenza sul sistema idrografico oggetto di studio, che costituisce approfondimento e attualizzazione rispetto a quella alla base del PSFF (Piano Stralcio Fasce Fluviali) e del PAI, e in una seconda parte che riguarda la definizione progettuale della sistemazione idraulica e morfologica del corso d’acqua.

La prima parte costituisce, oltre al supporto per le elaborazioni idrauliche e la progettazione degli interventi, l’impianto del sistema di monitoraggio sul reticolo idrografico principale prevista dallo stesso PAI.

La seconda parte trasforma le linee di intervento indicate nel PAI in progetti di fattibilità degli interventi, oltre che in prescrizioni e indirizzi da attuarsi attraverso il processo di programmazione dettato dal PAI stesso.

Le attività sono suddivise nei seguenti punti.

1. Indagini di campo e analisi conoscitive. Riguardano le indagini di caratterizzazione in campo del sistema fluviale relative agli aspetti plano - altimetrici, alle opere idrauliche, alle caratteristiche geomorfologiche, alle condizioni di uso del suolo. Le attività previste sono le seguenti:

  • esecuzione di ortofotocarta,
  • rilievi topografici di sezioni trasversali dell’alveo,
  • determinazione sperimentale delle caratteristiche granulometriche dell’alveo,
  • ricostruzione dei confini del demanio fluviale,
  • costruzione del catasto delle opere idrauliche,
  • definizione delle tendenze evolutive dell’alveo e delle forme fluviali riattivabili,
  • analisi delle condizioni d’uso del suolo e caratterizzazione della componente naturale,
  • stato della pianificazione urbana e territoriale,
  • quadro dei vincoli.

2. Analisi idrologica e idraulica. Per la parte idrologica l’attività riguarda gli approfondimenti sulla determinazione delle portate di piena al colmo, delle onde e dei volumi di piena, in relazione alle esigenze legate alla definizione dell’assetto di progetto del sistema fluviale. Per la parte idraulica gli approfondimenti, sulla base delle nuove informazioni relative alla geometria dell’alveo e alle opere idrauliche, sono relativi alla valutazione dei profili di piena relativi alle diverse condizioni di regime idrologico e alle valutazioni sul trasporto solido. Le attività previste sono le seguenti:

  • definizione delle portate di piena di riferimento,
  • analisi idraulica,
  • bilancio del trasporto solido.

3. Quadro di insieme. Riguarda la sintesi dell’assetto del corso d’acqua nelle attuali condizioni, con riferimento alla caratterizzazione delle condizioni di criticità rispetto alla sicurezza idraulica e all’assetto ecologico del sistema fluviale. Le attività previste sono:

  • valutazione delle condizioni attuali di sicurezza del sistema difensivo,
  • valutazione dell’assetto ecologico del sistema fluviale.

4. Piano di sistemazione e progettazione degli interventi. Le attività concernono la definizione dettagliata dell’assetto di progetto dell’asta fluviale in studio a scala di insieme, con l’individuazione degli schemi di funzionamento idraulico. Rispetto allo schema generale sono inoltre sviluppati a livello di fattibilità gli interventi strutturali di adeguamento. Le attività previste sono:

  • definizione dell’assetto di progetto del sistema fluviale,
  • definizione, a livello di fattibilità, degli interventi di adeguamento,
  • predisposizione del programma degli interventi in ordine di priorità,
  • predisposizione del piano generale di manutenzione.

Specifica per l’esecuzione di rilievi topografici e aerofotogrammetrici
Specifica per il rilievo delle caratteristiche granulometriche dei depositi d’alveo
Specifica per la ricostruzione dei confini del demanio fluviale sulla base del Catasto terreni
Protocollo di classificazione e georeferenziazione delle opere idrauliche e caratterizzazione della vegetazione spondale
Specifica per il rilevamento della vegetazione e degli habitat nelle aree nei territori boscati e negli ambiti seminaturali
Specifica per le indagini e le prove geotecniche per la caratterizzazione degli argini
Specifica per la consegna degli elaborati su base cartacea e numerica