Sistema Informativo Territoriale 
 

Il Sistema Informativo Territoriale dell'Autorità di bacino

L'Autorità e i dati.

La gestione e l'elaborazione delle informazioni geografiche nascono e si sviluppano come supporto alla attività conoscitiva, che la legge n. 183 del 1989 per la difesa del suolo affida come compito all'Autorità di bacino a supporto della pianificazione e in specifico della redazione del Piano di bacino.

In tal senso l'Autorità non ha compiti istituzionali di rilievo del territorio e di produzione di dati geografici e cartografie. D'altra parte per la propria attività è necessario poter disporre di numerose basi informative, a vari livelli di dettaglio, non sempre già disponibili presso gli Enti preposti o le Imprese del settore.
Quindi, se per il proprio lavoro l'Autorità ha acquisito o rilevato direttamente varie informazioni, il risultato specifico ed originale è costituito dai dati compresi nei piani stralcio di bacino, per descrivere e rappresentare i fenomeni di interesse e le indicazioni di piano.


Decisione e conoscenza.

Se è fondamentale "conoscere per decidere", nel caso dell'Autorità di bacino "per pianificare", si può affermare che è necessario "decidere per conoscere". Non possiamo infatti pensare alla costituzione di basi informative, che sono oggi uno degli elementi significativi della formazione di conoscenza, come ad una attività neutra.
Le finalità assegnate all'istituzione dell'Autorità di bacino - la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la  gestione del patrimonio idrico per gli usi di  razionale sviluppo economico e sociale, la tutela degli aspetti ambientali - che ancora oggi non possono dirsi scontate e acquisite dall'insieme della società e delle sue Istituzioni, comportano di "vedere" l'unitarietà del territorio, la finitezza delle risorse, la relazione di rischio che l'attività antropica instaura con i fenomeni naturali e non viceversa. Tali indirizzi dello sguardo hanno quindi orientato e ancora devono orientare la costruzione da parte dell'Autorità del quadro conoscitivo del bacino.
Ciò riguarda anche lo stesso ambito di pianificazione, appunto il bacino idrografico, tramite i cui studi e rappresentazioni come elemento unitario si evidenziano relazioni territoriali spesso non considerate o ignote.
Rispetto al bacino, solo per fare un esempio sul piano della gestione operativa delle basi informative, devono essere intergrati i vari ed eterogenei dati prodotti dagli Enti territoriali a scala regionale, provinciale o comunale. Problema particolarmente rilevante nelle zone di confine fra ambiti amministrativi, ma unitarie rispetto ai fenomeni territoriali. Si pensi al Po tra Emilia-Romagna e Veneto o al Ticino tra Piemonte e Lombardia.


Condivisione.

La messa a disposizione dei dati rilevati e delle informazioni elaborate costituisce non solo un necessario impegno di una Pubblica Amministrazione, ma uno degli aspetti dell'obbiettivo dell'Autorità di condividere le conoscenze fra tutti i Soggetti che operano nel bacino del Po, come modo e condizione per agire nel territorio. Ciò ha effetto da un lato su efficacia ed efficienza del rilievo e della elaborazione dei dati, favorendo forme di collaborazione fra vari Enti, anche in termini di riduzione dei costi. Dall'altro sulle diffusione ed utilizzabilità delle informazioni anche a livello locale, permettendo di costruire un quadro informativo trasparente nella sua formazione ed aperto ad ulteriori contributi. Ovviamente si tratta di un lavoro in corso, di cui questo stesso sito cerca di essere un contributo.


Eterogeneità, adeguatezza, incertezza.

I dati utilizzati, anche quelli rilevati direttamente dall'Autorità di bacino del fiume Po, sono caratterizzati da vari aspetti di eterogeneità, da quelle di formato e di sistema di riferimento, fino a quelle di scala nominale di rappresentazione e di obiettivo di produzione. In particolare queste ultime comportano l'esigenza di massima attenzione alla effettiva utilizzabilità dei dati, ovvero alle accuratezze spaziale, temporale e tematica relative agli obiettivi di raccolta di tali dati rispetto a quelli di  successiva elaborazione.
Ciò vale come orientamento interno al quale l'Autorità cerca di attenersi, ma anche come precisa indicazione agli eventuali Utilizzatori dei dati messi a disposizione dall'Autorità.

Occorre poi considerare l'incertezza con cui sono conosciute la struttura e l'evoluzione di determinati fenomeni, in particolare quando sono in gioco interazioni con le attività antropiche. Ciò può restringere ulteriormente l'affidabilità dei dati con cui rappresentiamo tali fenomeni, ovvero può migliorare la definizione dell'accuratezza delle conoscenze disponibili e delle informazioni da rilevare,  consentendo un uso dei dati appropriato alle loro caratteristiche e una migliore consapevolezza dei risultati. In tal senso anche attraverso il sistema informativo si rafforza un approccio orientato alla gestione della incertezza, piuttosto che basato sulla sicurezza presunta dai dati disponibili.


Le basi informative dell'Autorità

L'acquisizione dei dati

Le modalità di acquisizione dei dati sono costituite da:

  • acquisizione diretta di strati informativi generali da vari Enti e Soggetti (esempio: Censimento della popolazione 2001 dall'ISTAT);
  • raccolta e consolidamento di basi informative come parte di studi e progetti specifici attivati dall'Autorità (esempio: catasto delle opere lungo l'asta fluviale con informazioni relative alla funzionalità idraulica o alla loro interferenza con il deflusso dell'acqua);
  • rilevamento di parti del territorio mediante affidamento di appositi incarichi a ditte specializzate per realizzare specifici elaborati (esempio: DTM - Digital Terrain Model dell'ambito fluviale);
  • raccolta e consolidamento di basi dati derivanti dal lavoro dell'Autorità (esempio: archivio delle segnalazioni di problemi o criticità varie nel territorio).

In base agli obiettivi dell'attività all'interno della quale si svolge l'acquisizione, si attuano:

  • la scelta delle informazioni e degli ambiti di interesse;
  • la selezione dei dati da acquisire / archiviare (per tipo, per attributo, eccetera);
  • la definizione e la realizzazione delle elaborazioni necessarie a garantirne l'utilizzo, a partire da quelle di normalizzazione rispetto alle specifiche tecniche dell'Autorità.

Gli archivi e gli usi

I principali archivi organizzati possono essere così schematizzati:

Basi informative generali - di norma sono relative all'intero bacino del Po. Sono ottenute per normalizzazione e integrazione da basi di dati esistenti (esempio: la base raster continua del bacino ottenuta dalle carte tecniche regionali in  formato raster con operazioni di conversione ad un unico sistema di riferimento cartografico, di mosaicatura nelle zone di confine regionale, di taglio secondo il reticolo cartografico al 25.000, sottomultiplo del taglio IGM 50.000).
Sono basi per vari usi, principalmente per produzione di cartografie tramite selezione e/o tematizzazione degli elementi infornativi, oltre che tramite rappresentazione delle basi topografiche.
In generale mantengono l'accuratezza dei dati originari. Gli aggiornamenti sono in funzione degli aggiornamenti delle informazioni originarie.

Archivi degli studi - di norma sono relativi a parti di territorio. Costituiscono i prodotti informativi e conoscitivi come direttamente consegnati dai Soggetti cui è stato affidato uno studio o un rilevamento (esempio: l'uso del suolo a sei classi dell'ambito fluviale di alcuni corsi d'acqua, finalizzato a valutare la possibilità di realizzazione di fasce territoriali di trattenimento degli inquinanti che altrimenti si riverserebbero direttamente nel fiume).
Gli archivi sono organizzati per studio e servono per la gestione degli incarichi e la verifica degli elaborati consegnati.
I dati in generale mantengono l'adeguatezza agli obiettivi dello studio e, se non ulteriormente qualificati, non sempre sono direttamente finalizzabili ad altri usi. In quanto studi conclusi non hanno aggiornamenti.

Strati informativi tematici - sono relativi a parti di territorio o all'intero bacino. Derivano da operazioni di omogeneizzazione e integrazione di temi analoghi prodotti da vari studi e/o rilevamenti (esempio: l'archivio delle sezioni topografiche trasversali dei corsi d'acqua realizzate nell'ambito degli studi di fattibilità per la sistemazione idraulica dei fiumi, che sono utilizzate per le analisi idrauliche, ma che costituiscono anche una informazione di interesse generale). Comprendono anche i dati prodotti dalle reti di rilevamento presenti sul territorio (esempio: rete di rilevamento della qualità dell'acqua) o da altri monitoraggi tecnico-amministrativi (esempio: archivio dei pareri obbligatori rilasciati dall'Autorità alle Regioni in merito alle richieste di derivazione).
Servono per usi tecnici, in  genere relativi al monitoraggio dell'evoluzione di determinati fenomeni e/o all'efficacia di determinate scelte di pianificazione.
La qualità corrisponde a quella delle fonti da cui derivano. Possono essere inseriti in sistemi infornativi che ne garantiscono l'aggiornamento.

Archivio dei dati di Piano - riguardano le parti di territorio interessate alle determinazione dei piani stralcio. In generale sono l'elaborazione, in termini di strumenti di piano, delle conoscenze acquisite con rilievi e analisi territoriali e/o mediante modellazione di vari tipi di fenomeni (esempio: i dati vettoriali delle delimitazioni delle fasce fluviali vigenti del PAI - Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico, che possono derivare dai risultati di modellazione idraulica sulla base dei modelli digitali realizzati con rilievo aerofotogrammetrico).
Servono per produrre i vari elaborati costituenti i piani stralcio di bacino e le loro varianti, sia di progetto che approvate, con tutti i dati di lavoro e di consistenza gli elaborati del Piano (nel caso usato come esempio si tratta degli impianti numerici delle cartografie di piano e delle tabelle di corrispondenza "nome della carta - nome del corso d'acqua"). Servono anche per usi tecnici, in generale per valutare le interazioni fra le determinazioni di piano e altri elementi, naturali o antropici.
Non hanno il valore normativo proprio degli elaborati cartacei del piano (per i quali ad esempio è significativa la rappresentazione ad una determinata scala) e la qualità è adeguata a produrre gli elaborati di piano nei limiti della loro accuratezza. Gli aggiornamenti sono determinati dai processi  di variante del Piano e dalla sua adozione (ed eventuale modifica) a scala locale.

Disponibilità dei dati

Tutti i dati prodotti dall'Autorità sono disponibili a chiunque ne faccia richiesta.
Sono escluse le basi informative realizzate a partire da dati di proprietà di altri Enti o di Privati.

Gran parte dei dati sono messi a disposizione nel sito.

Per eventuali altri dati la richiesta può essere fatta al Centro documentazione:
- rivolgendosi direttamente agli uffici dell'Autorità di bacino
- per lettera, fax, mail.


Le aree dati presenti sul sito

Nel sito le informazioni sono organizzate in aree, per ognuna delle quali sono disponibili gli stessi dati di base e i dati specifici.

L'area dei piani di bacino.
Sono presentati i dati corrispondenti ad alcuni elaborati dei Piani vigenti relativi all'assetto idrogeologico, il Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico (PAI) e il Piano Straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato (PS267).

L'area degli strumenti di monitoraggio.
Sono presentati i dati corrispondenti alla rete di monitoraggio della qualità dell'acqua e i dati di riferimento per il monitoraggio geo-morfologico di alcuni corsi d'acqua.