La morfologia fluviale nella Direttiva per la gestione dei sedimenti 
 

ricercare l’equilibrio morfologico per assicurare un uso sostenibile delle risorse e nuove sinergie nella gestione dei corsi d’acqua

Con la Direttiva tecnica per la programmazione degli interventi di gestione dei sedimenti degli alvei dei corsi d’acqua (approvata dal C.I. con deliberazione n° 9/2006) si sancisce la necessità di governare i processi di trasformazione delle Fasce Fluviali, attraverso lo strumento del Programma di gestione dei sedimenti.

Il punto di vista e le politiche si spostano sempre più verso obiettivi congiunti di difesa dal corso d’acqua e difesa del corso d’acqua. Per questo è necessario riconoscere le forme fluviali, interpretarne i processi formativi ed evolutivi, al fine di preservare o riprisinare il naturale equilibrio dinamico dei corsi d'acqua.

Diventa necessario un approccio morfologico alle valutazioni delle tendenze evolutive e del trasporto solido del corso d'acqua.

Gli strumenti metodologici innovativi sono le fasce di mobilità fluviale e il bilancio del trasporto solido . Per i riferimenti metodologici consultare la pagina Bibiliografia essenziale e sitologia, per una prima applicazione, consultare le pagine della sezione tematica della morfologia del Fiume Po.

Quale prima applicazione della Direttiva, il Programma generale di gestione dei sedimenti del fiume Po (approvato in 3 stralci), definisce l’insieme delle delle regole, delle azioni e degli interventi strutturali di gestione dei sedimenti e dei processi fluviali, necessari all’attuazione degli obiettivi generali del PAI.