Varianti approvate e attuazioni (deliberazioni)
 

Delibera 2004/02

IL COMITATO ISTITUZIONALE

VISTO

-         la legge 18 maggio 1989, n.183, recante “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” e successive modifiche ed integrazioni;

-         in particolare, l’art.17 della suddetta legge, relativo a “valore, finalità e contenuti del piano di bacino”;

-         il DPCM 10 agosto 1989, recante “Costituzione dell’autorità di bacino del fiume Po”;

-         il Decreto legge 11 giugno 1998, n.180, recante “Misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite da disastri franosi nella regione Campania”, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n.267, e successive modifiche ed integrazioni;

-         in particolare, l’art.1 della suddetta normativa, relativo a “Piani stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico e misure di prevenzione per le aree a rischio”;

-         Il DPCM 24 luglio 1998, recante “Approvazione del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali”;

-         il Decreto legge 12 ottobre 2000, n.279, recante “Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali”, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2000, n.365;

-         in particolare, l’art.1, comma 1bis della suddetta normativa, relativo a “Procedura per l’adozione dei progetti di piani stralcio”;

-         il DPCM 24 maggio 2001, recante “Approvazione del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino idrografico del fiume Po”.

RICHIAMATE


-         la propria Deliberazione n.26 dell’11 dicembre 1997, con cui questo Comitato ha adottato il “Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, in attuazione della deliberazione del Comitato Istituzionale n.19 del 9 novembre 1995”;

-         la propria Deliberazione n.14 del 26 ottobre 1999, con cui questo Comitato ha adottato il “Piano Straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e adozione delle misure di salvaguardia per le aree perimetrate”;

-         la propria Deliberazione n.1 del 16 marzo 2000, con cui questo Comitato ha adottato il “Programma di interventi in materia di difesa del suolo per il quadriennio 1998 – 2001 e aggiornamento dello schema previsionale e programmatico di cui all’art.31 della legge n.183/1989”;

-         l’Ordinanza 1° marzo 2001, n.3110 del Ministro per l’Interno (Delegato per il coordinamento della protezione civile);

-         in particolare, l’art.1 della suddetta ordinanza;

-         la propria Deliberazione n.18 del 26 aprile 2001, con cui questo Comitato ha adottato il “Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Po (PAI)”;

-         la propria Deliberazione n.22 del 26 aprile 2001, con cui questo Comitato ha disposto l’aggiudicazione dell’incarico concernente lo “Studio di fattibilità della sistemazione idraulica dei corsi d’acqua naturali e artificiali all’interno dell’ambito idrografico di pianura Lambro - Olona”;

-         la propria Deliberazione n.2 del 13 marzo 2002, con cui questo Comitato ha adottato il “Programma Triennale di Intervento per l’attuazione del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico per il bacino del fiume Po (PAI), ai sensi dell’art.21 della legge18 maggio 1989, n.183”;

-         la propria Deliberazione n.3 del 25 febbraio 2003, con cui questo Comitato ha adottato il “Progetto di Variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con DPCM 24 maggio 2001–Fasce Fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi ”;

PREMESSO CHE


-         il territorio del bacino del fiume Po costituisce un bacino idrografico di rilievo nazionale, ai sensi e per gli effetti dell’art.14 della legge 18 maggio 1989, n.183;

-         con DPCM 10 agosto 1989 è stata costituita l’Autorità di bacino del fiume Po;

-         l’art.17 della citata legge 18 maggio 1989, n.183 – come modificato dall’art.12 del decreto legge 5 ottobre 1993, n.398, convertito in legge 4 dicembre 1993, n.493 – prevede, al comma 6ter, che i piani di bacino idrografico possano essere redatti ed approvati anche per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali, che devono costituire fasi interrelate rispetto ai contenuti del comma 3 dello stesso articolo, garantendo al considerazione sistemica del territorio e disponendo le opportune misure inibitorie e cautelative in relazione agli aspetti non ancora compiutamente disciplinati;

-         con DPCM 24 luglio 1998 è stato approvato il “Piano Stralcio delle Fasce Fluviali” (di seguito PSFF), il quale ha delimitato e normato le fasce fluviali relative ai corsi d’acqua del sottobacino del Po chiuso alla confluenza del fiume Tanaro, dall’asta del Po fino al Delta, e degli affluenti emiliani e lombardi limitatamente ai tratti arginati;

-         l’art.1, comma 1 del Decreto legge 11 giugno 1998, n.180, convertito in legge 3 agosto 1998, n.267 dispone che le Autorità di bacino di rilievo nazionale adottino Piani Stralcio di bacino per l’Assetto Idrogeologico, redatti ai sensi del comma 6ter dell’art.17 della legge 18 maggio 1989 n.183 e successive modificazioni, che contengano, in particolare, l’individuazione delle aree a rischio idrogeologico e la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia, nonché le misure medesime;

-         con propria Deliberazione n.18 del 26 aprile 2001 questo Comitato ha, infine, adottato il “Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico” (di seguito brevemente definito PAI) quale stralcio del Piano di bacino del fiume Po ai sensi dell’art.17, comma 6ter della citata legge 183/1989, come modificato dall’art.12 del Decreto legge 5 ottobre 1993, n.398, convertito in legge 4 dicembre 1993, n.493;

-         il PAI è stato approvato, ai sensi dell’art.4, comma 1 della legge 183/1989, con DPCM 24 maggio 2001;

-         per effetto dell’approvazione del PAI, la delimitazione delle Fasce fluviali di cui al citato PSFF è stata estesa ai corsi d’acqua della parte del bacino del fiume Po non precedentemente interessata dal PSFF medesimo, unitamente alle relative Norme Tecniche di Attuazione di cui all’elaborato 7. Il PAI approvato ha pertanto assunto, in tal modo, i caratteri ed i contenuti di “secondo Piano stralcio per le Fasce Fluviali, applicando altresì la relativa normazione con le ulteriori integrazioni normative contenute nell’elaborato 7 (Norme Tecniche di Attuazione);

-         tra i corsi d’acqua interessati dall’estensione delle Fasce fluviali di cui al punto precedente figura anche il sottobacino del fiume Lambro, come risulta dall’Allegato 1 al Titolo II delle Norme Tecniche di Attuazione del PAI (Corsi d’acqua oggetto di delimitazione delle fasce fluviali) e dalla relativa cartografia di Piano;

-         in precedenza, con Deliberazione n.1 del 16 marzo 2000, il Comitato Istituzionale aveva adottato il “Programma di interventi in materia di difesa del suolo per il quadriennio 1998 – 2001 e aggiornamento dello schema previsionale e programmatico di cui all’art.31 della legge n.183/1989”; con tale provvedimento erano state autorizzate, tra l’altro, le attività finalizzate alla redazione del Piano di bacino nonché all’approfondimento e aggiornamento degli stralci di Piano già approvati;

-         tra le attività di cui al punto precedente rientra anche la definizione delle proposte progettuali relative agli interventi da realizzarsi nell’ambito dell’asta fluviale dei corsi d’acqua del bacino; di conseguenza, con la citata deliberazione n.1/2000, il Comitato istituzionale, allo scopo di definire le suddette proposte progettuali, aveva individuato, nell’ambito degli studi da finanziare per la realizzazione del Piano di bacino, la redazione di progetti integrati a scala di sottobacino – studi di fattibilità;

-         nell’ambito dei progetti integrati richiamati al punto precedente, sulla base di un’analisi del quadro complessivo delle criticità presenti nel bacino il Comitato Istituzionale, con voto unanime espresso nella seduta del 31 gennaio 2001, ha disposto di avviare in via prioritaria uno studio di fattibilità relativamente all’ambito idrografico compreso tra i fiumi Lambro ed Olona;

-         successivamente, in data 1° marzo 2001, a seguito dell’evento alluvionale che ha colpito vasti territori del bacino padano nell’autunno dell’anno 2000, è stata emanata l’Ordinanza n.3110 del Ministero dell’Interno (Delegato per il coordinamento della protezione civile), la quale, all’art.1, comma 9, dispone che “per conseguire una rapida ed efficace opera di riduzione del rischio idraulico ed al fine di accelerare il superamento delle condizioni di maggiore criticità nei bacini di rilievo nazionale interessati dagli eventi alluvionali dell’autunno 2000 per i quali è stato dichiarato lo stato d’emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge n.225/1992, le Autorità di bacino interessate possono procedere avvalendosi delle deroghe di cui all’art.2, comma 5, dell’ordinanza n.3090/2000”;

-         la suddetta deroga comporta, in particolare, l’autorizzazione a derogare alle disposizioni di cui al Decreto legislativo 17 marzo 1995, n.157 relativamente ai limiti imposti alle Pubbliche Amministrazioni per il ricorso alla procedura della trattativa privata per l’affidamento delle progettazioni e la realizzazione degli interventi (artt.6 ss.);

-         in base a quanto stabilito dalle suddette Ordinanze di Protezione Civile ed a seguito dello svolgimento di apposita trattativa privata il Comitato Istituzionale, con propria Deliberazione n.22, adottata nella stessa seduta del 26 aprile 2001, ha disposto l’aggiudicazione, dello “Studio di fattibilità della sistemazione idraulica dei corsi d’acqua naturali e artificiali all’interno dell’ambito idrografico di pianura Lambro - Olona”;

-         nel novembre 2002, durante lo svolgimento delle attività di studio, si è verificato un ulteriore evento alluvionale che ha gravemente colpito il sottobacino del fiume Lambro, provocando allagamenti nei territori della maggior parte dei Comuni situati lungo l’asta di tale corso d’acqua;

-         con riguardo al suddetto sottobacino si è pertanto manifestata, a seguito del suddetto evento alluvionale, la necessità di procedere ad un aggiornamento dell’assetto di progetto del corso d’acqua definito tramite le fasce fluviali. Tale aggiornamento deve implicare, in modo particolare, la previsione di opere strategiche a tutela dei principali centri abitati presenti lungo l’asta fluviale;

-         in considerazione delle esigenze evidenziate ai punti precedenti, l’Autorità di bacino, sulla base dei risultati acquisiti nel corso delle attività di redazione dello Studio di fattibilità sopra menzionato, ha pertanto provveduto all’elaborazione del Progetto di variante al PAI, relativo alle fasce fluviali per il sottobacino del fiume Lambro nel tratto dal Lago di Pusiano alla confluenza con il Deviatore Redefossi;

-         il menzionato “Progetto di Variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con DPCM 24 maggio 2001–Fasce Fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi ”è stato, infine, adottato dal Comitato Istituzionale con Deliberazione n.3 del 25 febbraio 2003;

CONSIDERATO CHE

-         il “Progetto di Variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con DPCM 24 maggio 2001–Fasce Fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi ”è stato sottoposto al procedimento di adozione definitiva di cui al combinato disposto dell’art.18 della legge n.183/1989 e dell’art.1bis del D.L. n.279/2000, convertito, con modificazioni, nella L. n.365/2000, integrato dalle disposizioni di cui alla Delibera C.I. n.3/2003, di adozione del Progetto medesimo;

-         ai sensi dell’art.18, comma 9 della citata legge n.183/1989, la Regione Lombardia ha provveduto a esprimersi sulle osservazioni relative al Progetto di Variante ad essa presentate dai soggetti interessati;

-         successivamente, la Conferenza Programmatica, convocata dalla Regione ai sensi dell’art.1bis della legge 365/2000, ha provveduto, ai sensi del comma 4 di detto articolo, ad esprimere un parere sul Progetto di PAI, anche sulla base delle osservazioni di cui al punto precedente e dei pareri espressi dalla Regione relativamente ad esse;

-         la Conferenza si è conclusa in data 4 dicembre 2003;

-         successivamente, la Regione Lombardia, con D.G.R.n.VII/15616 del 12 dicembre 2003, ha preso atto delle determinazioni finali della Conferenza Programmatica ed ha espresso il parere regionale sul Progetto di Variante al PAI, di cui al comma 9 dell’art.18 della legge n.183/1989;

-         detti pareri sono stati trasmessi a questo Comitato Istituzionale e sono stati inseriti in un apposito allegato (Allegato “A”), il quale costituisce parte integrante e sostanziale della presente Deliberazione;

-         a seguito dei procedura di cui ai punti precedenti, è stata predisposta l’allegata proposta di Variante al PAI relativamente alle Fasce Fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi. Detta proposta contiene le modifiche cartografiche all’elaborato 8 del PAI (Tavole di delimitazione delle Fasce fluviali) di cui al Progetto di Variante originario, nonché le modifiche a detto Progetto derivanti dal recepimento delle osservazioni formulate ai sensi dell’art.18 della legge n.183/1989;

-         le modifiche delle fasce fluviali risultanti dalla Variante di cui sopra implicano la realizzazione di interventi strutturali di carattere strategico per assicurare un adeguato livello di sicurezza a territori attualmente caratterizzati da condizioni di rischio elevate e, in particolare, comportano la necessità di procedere alla successiva individuazione di priorità di intervento;

-         al riguardo, va ricordato che, nel corso della seduta del 13 marzo 2002, questo Comitato aveva provveduto all’adozione di un “Programma Triennale di Intervento per l’attuazione del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico per il bacino del fiume Po (PAI), ai sensi dell’art.21 della legge18 maggio 1989, n.183”, nell’ambito del quale sono contenuti i criteri per la definizione delle priorità di intervento;

-         fra le situazioni prioritarie di cui al punto precedente rientrano, in particolare, quelle caratterizzate da necessità indifferibili di messa in sicurezza dei territori, per far fronte alle quali si rende indispensabile la realizzazione di tutti quegli interventi che, nel loro insieme complessivo, risultano necessari al completo e definitivo conseguimento delle condizioni di rischio compatibile per l'intero sistema territoriale interessato (c. d. “Progetto d’area”);

-         la linea di intervento che risulta preferibile per far fronte alle situazioni prioritarie di cui al punto precedente consiste nel totale finanziamento dell’insieme complessivo di interventi che costituiscono il c. d. “Progetto d’area”, come sopra definito;

-         l’adozione definitiva, da parte di questo Comitato, della “ Variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con DPCM 24 maggio 2001–Fasce Fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi ”, allegata alla presente Deliberazione, è conseguente allo svolgimento della procedura disciplinata dal combinato disposto degli art.18, commi 1-10 della legge 183/1989 e dell’art.1bis del decreto – legge 12 ottobre 2000, n.279, convertito con modificazioni dalla legge 11 dicembre 2000, n.365;

ACQUISITO


-         il parere favorevole relativo all’allegata “Variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con DPCM 24 maggio 2001–Fasce Fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi”, espresso da parte del Comitato tecnico nella seduta del 10 dicembre 2003;

RITENUTO


-         di accogliere la proposta di adottare una Variante al PAI relativamente alle Fasce Fluviali del fiume Lambro, nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi;

-         di procedere, pertanto, all’adozione dell’allegata “Variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con DPCM 24 maggio 2001–Fasce Fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confluenza con il deviatore Redefossi”;

per quanto sopra visto, richiamato, premesso, considerato e ritenuto, questo Comitato Istituzionale

DELIBERA

ART.1
E’ adottata, ai sensi dell’art.18, comma 10 della legge 18 maggio 1989 n.183, nonché dell’art.1 del Decreto legge 11 giugno 1998, n.180 (convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 1998, n.267) e dell’art.1bis del Decreto legge 12 ottobre 2000, n.279, (convertito, con modificazioni nella legge 11 dicembre 2000, n.365) la “ Variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con DPCM 24 maggio 2001 –Fasce Fluviali del Fiume Lambro nel tratto dal Lago di Pusiano alla confluenza con il Deviatore Redefossi” (di seguito brevemente denominata Variante al PAI), la quale è allegata alla presente Deliberazione come parte integrante e costitutiva della medesima (Allegato n.1).

ART.2
La presente Variante al PAI è costituita dai seguenti elaborati:

1.      Cartografia di delimitazione delle fasce fluviali (n.11 tavole);

2.      Relazione tecnica;

ART.3
Entro 15 giorni, decorrenti all’adozione della presente Deliberazione, l’Autorità di bacino provvede a trasmettere alla Regione Lombardia e alle Province territorialmente interessate dalla Variante copia autentica della Deliberazione medesima, unitamente agli elaborati che costituiscono la Variante stessa.

Entro 30 giorni, decorrenti dal ricevimento della presente Deliberazione, la Regione provvede a trasmettere ai Sindaci dei Comuni interessati copia della Deliberazione medesima, unitamente alla Relazione Tecnica ed alle tavole cartografiche relative al territorio di loro competenza.

Entro i 15 giorni successivi al ricevimento degli atti di cui al comma precedente, i Sindaci dei Comuni interessati sono tenuti a pubblicare gli stessi mediante affissione di essi all’Albo Pretorio, per 15 giorni successivi.

I Sindaci sono altresì tenuti a trasmettere alla Regione la certificazione relativa all’avvenuta pubblicazione.

ART.4
La presente Deliberazione è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

ART.5
Le aree oggetto dell’allegata Variante, incluse nelle Fasce Fluviali individuate dalla Cartografia di cui all’Elaborato 1 della stessa e attualmente non soggette alle misure vincolanti di cui alle Norme Tecniche di Attuazione del PAI vigente, sono sottoposte, dal giorno successivo alla pubblicazione della presente Deliberazione sulla Gazzetta Ufficiale e fino all’entrata in vigore del DPCM di approvazione dell’allegata Variante al PAI e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni, a misure temporanee di salvaguardia ai sensi dell’art.17, comma 6bis della legge 18 maggio 1989, n.183, con il contenuto delle disposizioni stabilite dalle Norme Tecniche di Attuazione del PAI con riferimento alle Fasce A, B e C.

ART.6
L’allegata Variante al PAI entra in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DPCM di approvazione della stessa, ai sensi dell’art.18, comma 11 della legge n.183/1989.

ART.7
L’allegata Variante al PAI è attuata attraverso appositi Programmi triennali di intervento, ai sensi degli articoli 21 ss. della legge 18 maggio 1989, n.183.

I Programmi di cui al comma precedente sono redatti tenendo conto degli indirizzi e delle finalità di cui alla Variante medesima, nonché dei criteri di cui al Programma triennale del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), adottato con la Deliberazione C.I. n.2 del 13 marzo 2002.

ART.8
Al fine di coordinare la progettazione e realizzazione degli interventi di sistemazione idraulica e di renderli compatibili con i vigenti vincoli territoriali ed urbanistici e con le previsioni di sviluppo delle infrastrutture a rete, il Segretario Generale dell’Autorità di bacino istituisce un Comitato per il coordinamento della progettazione degli interventi del fiume Lambro.

Del Comitato di cui al comma precedente fanno parte, oltre alla stessa Autorità di bacino del fiume Po, l’AIPO, la Regione Lombardia, le Province ed i Comuni interessati e tutti gli ulteriori soggetti proprietari delle infrastrutture interferenti.

Con l’atto istitutivo del Comitato sono definite le attività di coordinamento di competenza del Comitato medesimo e le modalità relative al loro svolgimento.

Il Segretario Generale                                               Il Presidente
(Dott. Michele Presbitero)                                 (On. Altero Matteoli)