All’indomani di un percorso capillare di condivisione progettuale con le Regioni del bacino l’Autorità del Fiume Po ha inviato al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili le proposte per concretizzare tutte le azioni propedeutiche ad integrazione delle opere infrastrutturali prioritarie e sostenibili volte a compensare il deficit idrico nelle aree che hanno evidenziato le maggiori carenze

14 Dicembre 2022 – Alla luce della richiesta aggiornata da parte del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e per concretizzare tutte le azioni propedeutiche ad integrazione delle opere infrastrutturali prioritarie e sostenibili volte a compensare il deficit idrico nelle aree che hanno evidenziato le maggiori carenze, l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha presentato oggi la propria relazione tecnica a conclusione del capillare percorso di condivisione attuato insieme alle Regioni del territorio. Al termine di queste analisi approfondite – con le diverse aree del bacino – e auspicando che, unitamente ad esse, possano anche integrarsi ulteriori e concomitanti azioni attive di sostenibilità in grado di mitigare progressivamente le potenziali crisi di risorsa, i progetti di fattibilità tecnica ed economica presentati come priorità per compensare queste evidenti mancanze idriche risultano essere tre. Le nuove infrastrutture idriche, quando realizzate, potranno contribuire – in modo rilevante su scala distrettuale – alla compensazione dei deficit idrici esistenti, fornendo maggiore e costante fonte di approvvigionamento alle singole zone individuate. Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili prevedeva la possibilità di finanziare, in prima istanza, un numero massimo di tre interventi; l’Autorità del Po ha comunque inserito, in prospettiva futura e tenendo conto delle molteplici necessità rilevate, anche una scala di priorità aggiuntive per quelle aree del bacino che hanno manifestato questo tipo di esigenze specifiche.

I tre progetti prioritari riguardano nella fattispecie:

1) la realizzazione di azioni sinergiche per il soddisfacimento dei fabbisogni idrici della Val d’Enza nelle province di Reggio Emilia e Parma, tra cui la realizzazione di un invaso a scopi plurimi in Val d’Enza;

2) la realizzazione di una barriera contro la risalita del cuneo salino nel delta del Po da ubicarsi alla foce del Po della Pila, in provincia di Rovigo;

3) la realizzazione di azioni sinergiche per il soddisfacimento dei fabbisogni idrici della valle di Lanzo e della città Metropolitana di Torino, tra cui la realizzazione di un invaso a scopi plurimi in valle di Lanzo.

“Data la complessità degli interventi strutturali proposti – commenta il Segretario Generale di ADBPo Alessandro Bratti, al fine di assicurare da subito la massima condivisione con il territorio e i portatori di interesse, l’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po incentiverà l’utilizzo dello strumento del Contratto di Fiume, quale sede di confronto, collaborazione e integrazione delle politiche e delle programmazioni in corso, con la finalità di perseguire la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia del rischio idraulico e contribuendo così allo sviluppo locale di tali aree”.