Infrastrutture idriche strategiche
Progetto di fattibilità di infrastrutture idriche strategiche nel distretto PO: fondi MIT DM 259/22
Con decreto 259 del 29/08/2022 il Ministero Infrastrutture e Mobilità Sostenibile (MIMS ora MIT) ha stanziato circa 19 milioni di euro per la progettazione di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) di infrastrutture idriche di particolare rilevanza, finalizzate a fronteggiare l’emergenza idrica, riducendo le perdite e contrastando la siccità. Le risorse sono ripartite tra i sette distretti e la quota assegnata al Distretto Po è pari a 5.406.041,32 euro. Con DD 19056 del 13/10/2022 il MIT ha regolamentato modalità e tempistiche per la presentazione delle proposte.
ADBPO, in accordo con le Regioni, il 14/12/2022 ha proposto il finanziamento per lo sviluppo del Progetto di fattibilità tecnica ed economica delle seguenti infrastrutture strategiche:
- invaso e azioni sinergiche in val d’Enza (Reggio Emilia e Parma) – 3.200.000,00 euro;
- invaso e azioni sinergiche in Valle di Lanzo (Torino) – 1.680.000,00 euro;
- barriera contro risalita del cuneo salino nel delta del Po (Rovigo) – 526.000,00 euro.
A ridosso dell’approvazione dei finanziamenti, comunicata dal MIT il 16/06/2023, è entrato però in vigore il Nuovo Codice dei Contratti che prevede un dettaglio progettuale molto più ampio per il PFTE (che diventa sostanzialmente un progetto definitivo) e richiede che la sua redazione sia preceduta dal Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) e dal Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP), non affidabili congiuntamente alla progettazione del PFTE. La conseguenza è un aumento dei costi e delle tempistiche.
Nonostante le richieste e le proposte inoltrate al MIT, anche nell’ambito di alcuni incontri organizzato con tutte le Autorità di bacino distrettuali, si è creato uno stallo che non ha consentito l’utilizzo immediato delle risorse assegnate dal MIT, essendo queste vincolate al solo sviluppo dei PFTE e non essendo questi ultimi affidabili in assenza del DOCFAP.


Il problema sarebbe stato facilmente risolvibile con un adeguamento normativo che avesse permesso di sviluppare i progetti con il vecchio codice, coerentemente peraltro con le finalità del finanziamento assegnato.
In assenza di indirizzi ministeriali ed al fine di non fermare l’iter progettuale, ADBPO, in accordo con Regioni e Soggetti Attuatori, ha proposto al MIT il seguente iter: procedere allo sviluppo dei DOCFAP utilizzando solamente i cofinanziamenti regionali o dei soggetti attuatori e non utilizzando pertanto il finanziamento ministeriale, dedicato al successivo PFTE.
A dicembre 2023, sono stati stipulati specifici Accordi di collaborazione con Regioni, Soggetti Attuatori e Autorità d’Ambito per lo sviluppo dei DOCFAP, attualmente in fase di avanzata elaborazione.
Risorse permettendo, una volta approvati i DOCFAP, sarà affidata la progettazione dei PFTE.