Cambiamenti climatici
L’adattamento al cambiamento climatico sta portando a grandi sfide ambientali che richiedono risposte urgenti ed estese attività di governance e pianificazione. Il Mediterraneo è una delle aree più vulnerabili d’Europa: qui le proiezioni climatiche mostrano che l’area dovrà far fronte ad un aumento degli eventi estremi, comportando impatti crescenti sul territorio, quali ad esempio il calo della produttività agricola o la perdita di biodiversità.

Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici
L’Italia, coerentemente con quanto previsto a livello europeo, ha adottato nel 2015 la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC), che trova attuazione nel Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico (PNACC) adottato nel 2023. All’interno del documento strategico, il Distretto del fiume Po è riconosciuto a livello nazionale come un caso speciale, ovvero un territorio che, per le proprie peculiarità intrinseche, può costituire un’area pilota riguardo il tema della gestione della risorsa idrica in relazione all’adattamento al cambiamento climatico, sia in termini di disponibilità che di utilizzo.
Gli strumenti a disposizione
In questo contesto e in relazione al ruolo dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, sono state individuate specifiche azioni fra le quali il potenziamento della governance e il rafforzamento della resilienza del sistema. Per far fronte a questa sfida, l’Autorità mette in campo diversi strumenti quali il Piano di Bilancio Idrico(PBI), il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) e il Piano di Gestione del distretto idrografico del Fiume Po (PdGPo).

588
Idrometri
1014
Pluviometri
756
Termometri
187
Misuratori di livello in prossimità Dighe