Audizione AdbPo 2

Audizione Autorità di bacino fiume Po all’VIII Commissione della Camera (Ambiente, territorio e lavori pubblici) relativamente ai recenti eventi alluvionali

Nella giornata del 20 giugno 2023 l’Autorità di bacino ha partecipato all’audizione informale all’VIII Commissione della Camera (Ambiente, territorio e lavori pubblici) relativamente ai recenti eventi alluvionali e alle attività di conversione in legge del decreto-legge alluvioni (DL 61/2023).
Gli eventi meteorologici che hanno interessato la parte orientale del Distretto del Po nelle scorse settimane hanno avuto pesantissimi effetti sul territorio emiliano-romagnolo, sia sull’ambito collinare montano con l’innesco di più di 1000 frane che su quello di pianura con 23 rotture arginali e con il conseguente allagamento di vastissime aree comprendenti importanti centri abitati e aree produttive e generando purtroppo 15 vittime ed ingenti danni economici.
L’evento ha colpito nella quasi totalità i territori facenti parte delle ex Autorità di bacino interregionali e regionali del Reno, bacini Romagnoli e Conca Marecchia, recentemente entrati a far parte del Distretto del Po e sui quali erano state già definite e condivise con Regione Emilia-Romagna le attività specifiche per aggiornare i 6 PAI (Piani Stralcio per l’Assetto Idrogeologico) presenti su tali bacini, al fine di aggiornarne il quadro delle criticità e le linee di assetto e di omogeneizzarli al PAI del Po sia per quanto riguarda i dissesti di versante che per quanto riguarda le fasce fluviali.
In continuità e coerenza con quanto svolto e tenendo conto dei recenti eventi alluvionali, l’Autorità di bacino ha pertanto illustrato anche alla Commissione Ambiente, le attività da sviluppare per l’aggiornamento della pianificazione e le possibili strategie da mettere in campo, che necessariamente dovranno essere orientate verso un nuovo assetto territoriale che preveda di fornire maggiore spazio ai fiumi, aumentando la resilienza del sistema difensivo, delle infrastrutture, degli insediamenti e della popolazione.
E’ bene però ricordare che si tratta di un evento alluvionale che si è verificato immediatamente dopo una gravissima crisi idrica che ha interessato l’intero distretto del Po per oltre un anno e mezzo e che rende necessaria l’implementazione di importanti azioni di risparmio, recupero, razionalizzazione della risorsa idrica ma anche interventi di ottimizzazione e potenziamento degli invasi da pianificare sul territorio.
Il Distretto del fiume Po se da un lato comprende la parte più produttiva d’Italia e una delle maggiori a livello europeo, dall’altro è quello maggiormente interessato dalle variazioni di piovosità indotte dei cambiamenti climatici sia come surplus che come deficit precipitativi, come evidenziato anche nell’ultimo rapporto IPCC 2023 e nella Strategia Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che dedica al bacino del Po un apposito focus a livello nazionale.
A ciò si aggiunge il fatto che quasi l’intera pianura padana è difesa da argini, un’enorme sistema infrastrutturale pari a circa 4.000 km di rilevati, in numerosi tratti non adeguato alle portate di piena di riferimento (TR 200 anni) dei PAI, come nel caso dei fiumi recentemente colpiti dall’evento ma anche come nel caso del fiume Po e di numerosi suoi affluenti. Si tratta di un sistema che è necessario quindi in primo luogo monitorare e mantenere in modo adeguato, ma rispetto al quale è anche necessario pianificare strategie difensive innovative che diano più spazio ai fiumi anche arretrando le attuali arginature e rendendole resistenti a fenomeni di tracimazione.
Servono pertanto adeguate risorse per poter sviluppare sia sull’ambito attualmente colpito che in generale sull’intero distretto tali attività di pianificazione che assumo un significato sempre maggiormente strategico ed urgente in epoca di cambiamento climatico.

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