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💧 Neve, quota e clima: cosa raccontano 30 anni di Snow Water Equivalent nel Distretto del Po

È online il preprint dello studio realizzato dall’Università di Trento – C3A e Waterjade Srl, in collaborazione con l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, che analizza l’evoluzione dell’equivalente in acqua della neve (Snow Water Equivalent – SWE) nel Distretto del Po nel periodo 1991–2021: “Three decades of snow water equivalent dynamics in the Po River Basin, Italy: Trends and Implications”

👉https://egusphere.copernicus.org/preprints/2025/egusphere-2025-5520/

L’analisi si basa sul dataset di SWE precedentemente sviluppato per conto di ADBPO da Waterjade Srl, con il supporto scientifico dell’Università di Trento – C3A, e pubblicato sulla rivista Nature – Scientific Data con il titolo “30-years (1991–2021) Snow Water Equivalent Dataset in the Po River District, Italy”.
Si tratta della prima ricostruzione omogenea e ad alta risoluzione dell’equivalente in acqua della neve sull’intero territorio montuoso del Distretto del Po, con una risoluzione spaziale di 500 × 500 m2 e copertura giornaliera.

Lo studio pubblicato su Nature – Scientific Data descrive nel dettaglio:

  • la raccolta e l’integrazione dei dati utilizzati, incluse osservazioni meteorologiche, informazioni geomorfologiche, dataset satellitari e mappe di copertura nevosa esistenti (ad esempio quelle di Eurac Research);
  • l’insieme delle elaborazioni e delle simulazioni effettuate mediante strumenti di modellazione avanzati, in particolare il framework J-Snow, che integra il modello fisicamente basato GEOtop, dati in situ e osservazioni satellitari (MODIS);
  • il processo di validazione dei risultati, volto a garantire la coerenza e l’affidabilità delle stime prodotte.

Il nuovo studio mostra che il volume medio annuo di SWE sull’intero Distretto del Po è pari a circa 3,34 miliardi di metri cubi, e mette in evidenza importanti variazioni spaziali e altimetriche.
Al di sotto dei 2000 m di quota, infatti, si osserva una riduzione significativa sia dei volumi di neve accumulata sia della durata della copertura nevosa, indicando una diminuzione della capacità di stoccaggio della risorsa e una fusione più precoce del manto nevoso.

Nella fascia compresa tra 2000 e 2500 m, le variabili analizzate non mostrano un andamento univoco: le metriche legate ai volumi di neve evidenziano una tendenza all’aumento, mentre quelle relative alla durata della copertura continuano a indicare una contrazione della stagione nivale. Alle quote più elevate, oltre i 2500 m s.l.m., la copertura nevosa sembra invece mostrare una persistenza complessivamente più stabile.

Nel complesso, questi risultati mettono in evidenza un cambiamento significativo nelle dinamiche di accumulo e fusione della neve sulle Alpi italiane, sia in termini di quantità di risorsa immagazzinata sia di tempistiche di scomparsa del manto nevoso. Tale combinazione di effetti indica una modifica strutturale del regime idrologico del bacino del fiume Po, con implicazioni rilevanti per la disponibilità e la gestione della risorsa idrica, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico in atto.

È tuttavia importante sottolineare che le analisi condotte sui dati di SWE sono ancora preliminari e in fase di pubblicazione. La stima dell’equivalente in acqua della neve rimane infatti un processo complesso, anche a causa della scarsità di dati osservativi disponibili per la validazione, in particolare per quanto riguarda SWE, altezza e densità della neve. In questo contesto, l’aumento di SWE osservato alle quote più elevate potrebbe essere in parte influenzato dall’utilizzo dei dati meteorologici di ERA5 nella ricostruzione (Dall’Amico et al., 2025), impiegati per compensare la mancanza di misure in situ, soprattutto negli anni precedenti al 2000. Studi precedenti evidenziano infatti come tali dati possano tendere a sovrastimare il contenuto d’acqua della neve.

Questo lavoro di analisi rappresenta comunque un passo fondamentale verso l’utilizzo operativo del dataset di SWE, offrendo basi conoscitive avanzate che possono supportare in modo concreto il Piano di Bilancio Idrico, contribuendo a migliorare la valutazione della risorsa disponibile, la gestione stagionale dei deflussi e le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici nel Distretto del Po.

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