Foto Vittorio Barbieri . Fiume Po . Gualtieri RE

Siccità, il Po e il Nord tornano a respirare dopo 68 giorni

La severità idrica si abbassa a “MEDIA con precipitazioni”. I dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, hanno rilevato condizioni di elevata criticità sull’intero Distretto (specie sul Delta) ininterrottamente tra il 16 Giugno e il 22 Agosto, con portate sotto la media, difficoltà per i Grandi Laghi e anomalie termiche mai osservate prima. In Piemonte è stata l’estate più calda degli ultimi 70 anni

16 Settembre 2026La severità idrica si abbassa a “MEDIA con precipitazioni”, il Grande Fiume e il Nord Italia tornano lentamente a respirare dopo ben 68 giorni di elevata criticità dove, sull’intero Distretto (in Piemonte e sul Delta in particolare), tra il 16 Giugno e il 22 Agosto i deflussi medi giornalieri sono rimasti costantemente inferiori alla soglia critica e le temperature hanno fatto registrare valori superiori alle medie del periodo e prossimi ai massimi storici di riferimento confermando come l’estate 2026 sia stata una delle più calde mai osservate nel Distretto del Po: il trimestre Giugno-Luglio-Agosto ha evidenziato infatti condizioni di anomalia termica positiva severa o estrema nella quasi totalità del territorio distrettuale (secondo i dati registrati, ad esempio, in Piemonte l’estate appena conclusa è stata la più calda mai avuta negli ultimi settant’anni) e le elevate temperature hanno determinato un forte incremento dei processi di evapotraspirazione e dei fabbisogni idrici ponendo sotto stress il sistema degli utilizzi idrici per agricoltura, comparto energetico-idroelettrico e, in alcuni casi, anche per l’idropotabile (sempre in Piemonte sono una quindicina i paesi tuttora serviti da autobotti – fonte: Terna). Le precipitazioni verificatesi a partire dalla terza decade di agosto hanno tuttavia prodotto benefici significativi ai Grandi Laghi regolati, che hanno registrato un generale incremento dei livelli e dei volumi invasati; permane comunque sotto osservazione il Lago Maggiore. Trend più positivo anche per le portate del fiume Po che, dalla seconda parte di Agosto, hanno fatto registrare un repentino incremento lungo tutta l’asta grazie alle precipitazioni diffuse e localmente intense, con accumuli di pioggia superiori anche ai 100 mm in alcune aree dell’Appennino piacentino e parmense. In miglioramento il fenomeno dell’intrusione salina, in costante regressione.

“Con l’appuntamento di oggi dell’Osservatorio Permanente Utilizzi Idrici, coordinato da Adbpo con istituzioni e portatori di interesse, si chiude, quasi definitivamente, una delle stagioni irrigue più critiche dell’intero decennio – ha sottolineato Alessandro Delpiano, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. Dopo la grande siccità del 2022, anche quella di quest’anno si è manifestata con un lungo periodo di stress idrico che ha causato problemi per l’economia dei territori, le comunità, l’habitat e la biodiversità. Il Grande Fiume rappresenta un valore irrinunciabile per il nostro paese ed è fondamentale che da qui in avanti si possano affrontare le crisi (che, inevitabilmente, ci colpiranno anche nei prossimi anni) non più come un’emergenza, ma con un approccio di prevenzione della gestione della risorsa idrica, caratterizzato da azioni precise e concordate, capaci di incrementare le opportunità di adattamento delle diverse realtà nell’intero comprensorio della pianura padana.L’Autorità di bacino, in questo scenario molto complesso, che somma diversi interessi ed istanze locali, svolge con continuità, grazie al suo staff, un compito determinante nel raccogliere e rielaborare i dati tecnico-scientifici; all’interno dell’Osservatorio Permanente , in collaborazione coi i partner, fornisce supporto conoscitivo avanzata con i bollettini idrologici periodici, gli indici standardizzati alla base della redazione dei Piani: elementi essenziali per determinare, con equilibrio e celerità, i vari livelli di severità idrica, ma probabilmente tutto questo, in prospettiva, potrebbe non essere sufficiente. Oltre all’auspicabile adeguamento e ammodernamento delle infrastrutture idriche che richiedono sostegno e finanziamento, occorre adeguare gli strumenti normativi e le possibilità di azioni più proporzionali alla gravità dei fenomeni. Per poter agire con maggior rapidità e limitare al massimo i potenziali danni in casi di prevista emergenza, sarebbe auspicabile che, oltre al ruolo di concertazione dei contenuti, l’Osservatorio potesse integrare anticipatamente seguendo un protocollo di regole ancor più pragmatico e condiviso coi territori e soprattutto in grado di anticipare le soluzioni per rispondere al meglio alle necessità della collettività e dell’ambiente.

Di seguito i dettagli:

In Valle d’Aosta le portate della Dora Baltea durante i mesi estivi sono state inferiori del 50% rispetto alla media storica, mentre le temperature in agosto hanno fatto registrare +2,1° C rispetto alla media.

In Piemonte lieve miglioramento rispetto alle scorse settimane grazie alle piogge, ma deficit idrico annuale ancora tra il 14% il 45% e portate dei corsi d’acqua che permangono sotto la media.

La Liguria fa registrare un miglioramento con effetti limitati sui volumi invasati, ma non ancora sufficiente a colmare i deficit dei mesi precedenti.

Quadro diversificato in Lombardia, dove il deficit idrico regionale è del 22%; soffre ancora il bacino del Ticino (deficit al 40%), mentre Senio, Oglio e Chiese sono rientrati in condizioni di normalità.

In Emilia-Romagna la stagione irrigua volge al termine, calano i fabbisogni e non si segnalano criticità all’idropotabile. Sulla parte occidentale del territorio si rileva un maggiore apporto dalla quantità di piogge nelle ultime settimane.

In Venetol’intrusione salina è confermata in miglioramento grazie all’incremento delle portate.

Nelle Marche sussistono criticità in alcune aree con deroghe attive per il deflusso minimo vitale.

In Toscananessuna situazione critica e domanda idrica soddisfatta.

Non si rilevano infine criticità nella Provincia autonoma di Trento.

Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 14 settembre: Piacenza 514 metri cubi al secondo; Cremona 698 m3/s; Boretto (RE) 830 m3/s; Borgoforte (MN) 970 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 1024 m3/s (prevista in progressivo incremento nei prossimi giorni).

Alla data del 14 settembre il quadro dei Grandi Laghi Regolati mostra sensibili miglioramenti: permane sotto osservazione il Lago Maggiore, che è tornato oggi sotto lo Zero idrometrico di Sesto Calende(percentualedi riempimento: 35%);Lago di Como a +49 centimetri sopra lo Zero idrometrico (54,9%); Lago d’Iseo (77,3%); Lago d’Idro (31%); Lago di Garda (38,8%).

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale passa a “MEDIA con precipitazioni”.

Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 21 Ottobre. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: osservatorio .

[Materiali allegati:

– una recente immagine del Grande Fiume nel tratto Reggiano (foto: Vittorio Barbieri);

– i file “.PDF” con i valori delle portate tra il 27 agosto e il 14 settembre 2026 e i dati di riempimento dei Grandi Laghi alpini (aggiornati al 14 settembre 2026 e confrontati con quelli del 27 agosto 2026); la mappa del quadro sinottico dell’andamento portate e prelievi nel distretto del Fiume Po aggiornato al 14 settembre 2026; la situazione inerente alle deroghe al DMV/DE rilasciate alla data del 15 settembre 2026 e comprendente anche quelle non più attive].

Quadro Sinottico portate e prelievi

Situazione Deroghe

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