In occasione della giornata mondiale dell’acqua 2022, che quest’anno celebra il tema “Acque sotterranee: rendere visibile l’invisibile”, l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha presentato al convegno “Le acque sotterranee: una risorsa invisibile”, organizzato a Torino dall’Associazione Idrotecnica Italiana, il quadro aggiornato dello stato delle acque sotterranee nel distretto del Fiume Po.

Le acque sotterranee rappresentano la migliore fonte di approvvigionamento per l’uso umano e per tutti gli usi che abbiano bisogno di acque di buona qualità. Le acque sotterranee sono la riserva di acqua dolce più delicata, oltre che la più cospicua non solo a livello europeo ma anche mondiale. Difatti, il maggior serbatoio di acqua dolce a nostra disposizione si trova proprio sottoterra e costituisce un’importante fonte di approvvigionamento di acqua potabile, oltre che svolgere un importante ruolo nel mantenimento del buono stato delle acque superficiali e degli ecosistemi ad esse connessi. Oggi più che mai il cambiamento climatico, l’incremento demografico, l’aumento dell’urbanizzazione e l’inquinamento concorrono ad esacerbare l’incertezza riguardo la disponibilità di risorse idriche già limitate e le acque sotterranee diventano una risorsa sempre più critica da proteggere e tutelare dal deterioramento.

Quest’anno il World Water Day sopraggiunge in un momento in cui l’Italia vive un lungo periodo di siccità. Sono più di cento giorni che non si verificano piogge significative sul distretto padano, con il Grande Fiume e i suoi affluenti sempre più in secca, acuendo conseguentemente i rischi per agricoltura, habitat e produzione di energia idroelettrica.

Le condizioni che stiamo vivendo devono, dunque, spingere a nuove riflessioni e confronti istituzionali sull’intero sistema idrico e devono fungere da stimolo e da monito ad un impegno sempre maggiore per la salvaguardia di questo prezioso bene comune nascosto nel sottosuolo.

Dagli ultimi dati disponibili a livello di Distretto Padano emerge che le acque sotterranee potenzialmente disponibili, tra falde superficiali e profonde, sono complessivamente stimate in circa 9 miliardi di mc/anno, dei quali circa 6 miliardi annualmente prelevati per differenti usi. In particolare, queste risorse idriche assicurano oltre l’80% dell’approvvigionamento potabile (ovvero circa 2.000 milioni di mc/anno) e di quello industriale (oltre 1.200 mln. mc/anno – esclusa la produzione di energia), e circa il 17% del fabbisogno irriguo (circa 2.800 mln. mc/anno).

Dal confronto dei dati relativi ai prelievi di acqua per uso potabile a livello distrettuale e a livello nazionale emerge che nel Distretto idrografico del fiume Po si riscontra un utilizzo di 384 l/abitanti di prelievi pro-capite, ben al di sotto della media nazionale di 419 l/abitanti, testimonianza del fatto che negli anni numerosi sono stati gli sforzi fatti per ridurre le perdite idriche.

Per quanto riguarda lo stato quali-quantitativo delle acque sotterranee, dei 227 corpi idrici sotterranei presenti nel distretto idrografico del fiume Po  solo il 4% risulta non classificato.

Complessivamente si evidenzia che il 91% dei corpi idrici classificati è in stato quantitativo buono, pari a 198 corpi idrici rispetto ai 216 classificati, e il rimanente 9% (18 corpi idrici) è in stato quantitativo scarso. Essi si trovano in Piemonte, Emilia-Romagna e Marche e riguardano corpi idrici del sistema di fondovalle, superficiale e profondo. Per i corpi idrici emiliani, appartenenti al sistema delle conoidi, la criticità è dovuta a prelievi prevalentemente a scopi irrigui ed industriali.

Per quanto riguarda lo stato chimico, il 76% dei corpi idrici sotterranei è in stato di buono, pari complessivamente a 161 corpi idrici rispetto i 212 classificati, mentre il 24% è in stato chimico scarso, ovvero a rischio di non raggiungere gli obiettivi di qualità nazionali ed europei. Le principali sostanze che non permettono di raggiungere lo stato di “buono” sono generalmente i nitrati e i fitofarmaci, di origine agro-zootecnica. La presenza di sostanze inquinanti di origine anche civile e industriale è caratteristica delle zone di maggiore urbanizzazione.

I pilastri di intervento e le misure previste dal Piano di Gestione Acque  del Distretto idrografico del Fiume Po ai fini di assicurare la graduale riduzione dell’inquinamento delle acque sotterranee e impedirne l’aumento, nonché ai fini del risparmio e dell’uso efficiente della risorsa idrica riguardano i seguenti campi di intervento:

  • aumento delle conoscenze sulla contaminazione diffusa da solventi clorurati nelle acque sotterranee
  • predisposizione del Progetto di formazione del quadro conoscitivo per il calcolo del Bilancio idrico delle acque sotterranee e per il collegamento con il bilancio delle acque superficiali e con gli ecosistemi terrestri dipendenti dalle acque sotterranee
  • realizzazione di un modello idrogeologico delle acque sotterranee della pianura padana sulla base delle esperienze dei modelli idrogeologici regionali
  • Aumento delle conoscenze sui carichi di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) di vecchia e nuova generazione veicolate nei corpi idrici superficiali e sotterranei
  • Azioni strutturali per il miglioramento del sistema irriguo ai fini del risparmio e dell’uso efficiente della risorsa idrica.

 

Locandina_programma_dettagliato

Presentazione_Meuccio Berselli – Acque Sotterranee 22 aprile 2022