Il rilevante provvedimento che consente ai territori di valle di poter contare sulla presenza costante di acqua in periodi di siccità è stato votato all’unanimità dagli assessori all’ambiente di tutte le 8 Regioni del distretto e suggellato dalla Sottosegretaria del Ministero della Transazione Ecologica Ilaria Fontana

Nell’ambito della recente seduta di votazione della Conferenza Istituzionale permanente convocata presso l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po- MITE – in cui all’unanimità si sono approvati Piano Gestione Acque e Piano e Piano Gestione Rischi Alluvioni del distretto idrografico del Fiume Po per i prossimi sei anni – un particolare focus dei rappresentanti degli enti presenti è stato dedicato al Lago Maggiore. La sperimentazione fino ad oggi era tarata a quota 1,25 mt e d’ora in poi si attesterà ad un massimo di  1,50 mt nella fase di regolazione idrometrica del lago. Una regolazione voluta da ADBPO e condivisa con le Regioni che in taluni casi specifici di estremo stress idrico ha già consentito concretamente, negli ultimi anni, di poter garantire risorsa idrica indispensabile ai territori di valle anche nei momenti di prolungata siccità. L’ Autorità di bacino ricorda che 1 solo cm di livello idrico del Lago Maggiore corrisponde a circa 2,2 milioni di metri cubi di acqua e che il mantenimento e conservazione della stessa risorsa nei periodi in cui il lago è invasato consente di poter contare su 110 milioni di metri cubi che equivale a 3 dighe medio-grandi come quella di Ridracoli in Emilia Romagna. Tutto questo naturalmente nel totale rispetto delle normative in merito di sicurezza idraulica e ambientale per tutte le aree coinvolte dal provvedimento. “Continuare la sperimentazioneha commentato il Segretario del Distretto del Po Meuccio Bersellici permette, di fatto, di assicurare dal 2022 al 2026 alle comunità, agli habitat e all’economia dei territori che possono approvvigionarsi direttamente o indirettamente dal Lago grazie alle derivazioni dei Consorzi di bonifica una continuità di afflusso in periodi aridi di magra. E’ un risultato molto rilevante per l’Autorità e ringrazio tutti gli enti che hanno all’unanimità votato la norma”.
Nel corso dell’incontro l’Autorità Distrettuale ha chiesto ed ottenuto dalla Conferenza Istituzionale Permanente la prosecuzione della regolazione estiva dei livelli del Lago Maggiore nel quinquennio 2022-2026; gestione mirata delle quote idrometriche che , grazie alla traversa della Miorina,  governata dal Consorzio del Ticino, riveste un’importanza estremamente strategica per la regolazione dei livelli e per la costituzione di una scorta idrica strategica a disposizione del territorio distrettuale di valle. Distrettuale perché non riguarda il solo Ticino sublacuale, ma svolge anche un importante ruolo per rendere disponibili risorse idriche nell’intera area del distretto del fiume Po, in particolare durante gli eventi siccitosi e di scarsità idrica. Inoltre l’ADBPO sottolinea come la gestione del Lago Maggiore, nella parte prelacuale, coinvolge anche alcune aree ricadenti nella Confederazione Elvetica, che ha comportato un’azione particolarmente attiva da parte dell’Organismo bilaterale Italo–Elvetico.
Hanno votato favorevolmente il Ministro della Transizione Ecologica grazie alla  Sottosegretaria di Stato On.le Ilaria  Fontana, Presidente della Conferenza Istituzionale ; per la Regione Emilia-Romagna, l’Assessore Irene Priolo;  per la Regione Liguria, l’Assessore Giacomo Raul Giampedrone;   per la Regione Lombardia, l’Assessore Massimo Sertori; per la Regione Marche, l’Assessore Stefano Aguzzi;  per la Regione Piemonte, l’Assessore Matteo Marmati;  per la Regione Toscana, l’Assessore Monia Monni; per la Regione Veneto l’Assessore Giampaolo Bottacin;  per la Regione Valle d’Aosta l’Assessore Carlo Marzi;  per la Provincia di Trento l’Assessore Mario Tonina;  e il Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po Meuccio Berselli.  

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