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I prelievi e gli usi della risorsa idrica nel Distretto del fiume Po 

L’analisi dei prelievi idrici e degli usi della risorsa rappresenta un elemento centrale per la comprensione del bilancio idrico del Distretto del fiume Po. In un contesto caratterizzato da una forte pressione antropica e da una crescente variabilità della disponibilità idrica, la conoscenza puntuale delle derivazioni e dei diritti di prelievo costituisce un presupposto essenziale per supportare le attività di pianificazione, monitoraggio e gestione della risorsa. 

Nel Distretto del Po, gli utilizzi della risorsa idrica sono molteplici e comprendono, in particolare, gli usi agricoli, potabili, civili, industriali idroelettrici, ciascuno con modalità di prelievo, stagionalità e impatti differenti sul sistema idrologico.

Concessioni e utilizzi: un quadro conoscitivo in evoluzione

Il quadro dei prelievi idrici nel Distretto si basa storicamente su informazioni di natura amministrativa, legate ai provvedimenti di concessione rilasciati dagli enti competenti. Tuttavia, i volumi concessi rappresentano un diritto massimo di prelievo e non coincidono necessariamente con i prelievi effettivamente esercitati

I valori riportati nei disciplinari di concessione risultano spesso sovrastimati rispetto ai fabbisogni medi reali, in quanto calcolati per far fronte a condizioni di punta. Questo aspetto, pur non avendo storicamente determinato il collasso del sistema idrico distrettuale, può generare localmente situazioni di conflitto e tensione, soprattutto nei periodi di magra, quando la riduzione della disponibilità superficiale porta a un incremento dei prelievi da falda.

Il Geodatabase Distrettuale delle Derivazioni (GDD-Po)

Per superare la frammentazione informativa e migliorare il quadro conoscitivo sui prelievi, l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha avviato, nel 2022, un’attività di aggiornamento finalizzata alla realizzazione del Geodatabase Distrettuale delle Derivazioni (GDD-Po)

Il GDD-Po raccoglie e integra informazioni provenienti da: 

  • sistemi informativi regionali sulle concessioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto); 
  • banche dati sovraregionali, come SIGRIAN per l’uso irriguo; 
  • dati forniti dai gestori del Servizio Idrico Integrato per l’uso potabile. 

Il geodatabase consente di descrivere, in modo omogeneo a scala distrettuale: 

  • le opere di derivazione e restituzione (pozzi, prese superficiali, sorgenti); 
  • gli usi della risorsa idrica associati alle concessioni; 
  • le quantità concesse (portate e volumi); 
  • la presenza di misuratori e i vincoli di Deflusso Minimo Vitale (DMV), ove disponibili. 

Il rafforzamento del quadro conoscitivo sui prelievi è un elemento chiave per il funzionamento dei sistemi di supporto alla decisione adottati dall’Autorità di bacino. 

Principali punti di prelievo da acque superficiali

Principali punti di prelievo da acque superficiali

Principali punti di prelievo da acque sotterranee

Principali punti di prelievo da acque sotterranee

Il progressivo miglioramento della qualità, dell’omogeneità e dell’aggiornamento dei dati sulle derivazioni e sugli usi della risorsa costituisce quindi un passaggio fondamentale per affrontare le sfide future legate alla crescente variabilità idrologica e alla gestione sostenibile dell’acqua nel Distretto del fiume Po. 

Struttura del prelievo nel Distretto del fiume Po

Sulla base dei dati raccolti nel GDD-Po, nel Distretto del fiume Po risultano attualmente autorizzate circa 140.000 concessioni di derivazione.  

Sulla base dei dati disponibili, senza considerare i volumi assentiti per la produzione idroelettrica che non sottraggono risorsa al sistema, il volume massimo teoricamente prelevabile nel Distretto del fiume Po ammonta complessivamente a circa 51 miliardi di metri cubi, con una distribuzione territoriale differenziata tra le regioni.

PiemonteLombardiaEmilia-Romagna VenetoTotale
Volumi teorici concessi Miliardi m3 (usi dissipativi) 13,422,49,06,751,5
Piemonte Lombardia Emilia-Romagna Veneto Totale
Volumi teorici concessi Miliardi m3 (usi dissipativi) 13,4 22,4 9,0 6,7 51,5

Questi valori riflettono il peso degli utilizzi dissipativi della risorsa idrica sul bilancio idrico del Distretto, in particolare per quanto riguarda l’uso agricolo, che rappresenta uno dei principali fattori di domanda. È tuttavia importante ribadire che tali volumi esprimono diritti massimi di prelievo e non corrispondono necessariamente ai quantitativi effettivamente utilizzati in quanto, una buona parte delle concessioni rilasciate, sono riferite a prelievi quali irrigazione di emergenza o presidio antincendio che normalmente non vengono eserciti. 

Infatti, sulla base dei dati di prelievo misurati, riferiti ai principali settori di utilizzo della risorsa (settore irriguo, settore idropotabile, impianti autorizzati in AUA o AIA), nel Distretto del fiume Po ogni anno vengono mediamente prelevati circa 20 miliardi di metri cubi di acqua (12 miliardi uso irriguo, 3 miliardi uso civile, 2 miliardi uso industriale, 3 miliardi altri usi compresa produzione energetica). Il grosso del prelievo viene effettuato attraverso sistemi in grado di derivare oltre 1m3/s di portata.

os usi portata media

Ad ogni modo, in fase di pianificazione e gestione della risorsa, i dati relativi alla numerosità delle concessioni rilasciate costituiscono un riferimento essenziale per valutare la potenziale pressione antropica sul sistema idrico, soprattutto nei periodi di magra, ma devono essere integrati con informazioni sui prelievi reali, sulla stagionalità degli usi e sulle condizioni idrologiche correnti per una corretta interpretazione del bilancio idrico distrettuale.  

Prelievi effettivi per uso civile

Principali punti di prelievo ad uso potabile da acque superficiali (in blu) e da acque sotterranee (in rosso)

Principali punti di prelievo ad uso potabile da acque superficiali (in blu) e da acque sotterranee (in rosso)

L’analisi dei prelievi effettivi ad uso civile nel Distretto del fiume Po evidenzia una netta prevalenza delle acque sotterranee come fonte di approvvigionamento. 

Nel 2024, infatti, la quota maggiore dei volumi prelevati per uso potabile proviene da pozzi, che rappresentano la principale fonte di alimentazione del sistema acquedottistico distrettuale.

A distanza significativa seguono i prelievi da sorgente e da corsi d’acqua superficiali, mentre risultano decisamente più contenuti i contributi provenienti da bacini artificiali e, in misura marginale, da laghi naturali. Questa distribuzione riflette la consolidata struttura degli approvvigionamenti idropotabili del Distretto, storicamente basata su risorse sotterranee, considerate più affidabili dal punto di vista quantitativo e qualitativo.

In termini complessivi, il volume utilizzato a scopi potabili nel 2024 nel territorio del Distretto del Po risulta essere pari a circa 2,56 miliardi di metri cubi*.

Di conseguenza, i volumi riportati devono essere interpretati come una stima parziale ma significativa dei prelievi potabili effettivi, rappresentativa delle aree coperte dai principali gestori e sufficiente a delineare le tendenze strutturali delle fonti di approvvigionamento.

os usi prelievi fonte

Nel contesto della pianificazione di distretto, questi dati costituiscono un elemento fondamentale per valutare la dipendenza dalle risorse sotterranee e per supportare le analisi di vulnerabilità del sistema idropotabile, soprattutto in relazione ai periodi di scarsità idrica e alla sostenibilità dei prelievi nel lungo periodo.

Prelievi effettivi per uso irriguo

L’uso irriguo rappresenta uno degli impieghi più rilevanti della risorsa idrica nel Distretto del fiume Po, sia in termini di volumi complessivamente movimentati sia per la forte stagionalità dei prelievi, concentrati prevalentemente nei mesi primaverili ed estivi. 

I dati relativi ai prelievi effettivamente utilizzati a fini irrigui, attualmente disponibili in modo strutturato per le regioni Lombardia e Piemonte, consentono di analizzare con maggiore dettaglio l’andamento temporale dei fabbisogni irrigui e la loro interazione con le condizioni idrologiche del periodo irriguo. 

Il grafico mostra come i prelievi irrigui presentino una marcata variabilità intra-annuale, con valori minimi nei mesi invernali e un rapido incremento a partire dalla primavera, in concomitanza con l’avvio della stagione irrigua. Tale andamento evidenzia il ruolo cruciale della disponibilità idrica nei mesi di maggiore domanda e la conseguente pressione esercitata sui corpi idrici superficiali e sulle falde, in particolare durante le fasi di magra. 

L’analisi dei prelievi effettivi, costituisce un elemento fondamentale per superare la sola lettura basata sui volumi concessi e per supportare una valutazione più realistica dell’impatto dell’uso irriguo sul bilancio idrico distrettuale. Il progressivo consolidamento e ampliamento della base dati sui prelievi irrigui effettivi rappresenta pertanto un passaggio chiave per migliorare le attività di pianificazione e gestione della risorsa idrica nel Distretto del Po. 

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